“Non ci rappresenta nessuno”. Nasce un Comitato di operai ex Ilva

“Non ci rappresenta nessuno”. Nasce un Comitato di operai ex Ilva

Delusi da sindacati e partiti, un gruppo di operai ex Ilva in cassa integrazione decide di far valere le proprie rivendicazioni

 

“Siamo un gruppo di lavoratori ex Ilva (Amministrazione Straordinaria) in Cassa integrazione straordinaria, vittime sacrificali di un accordo calato dall’alto e mai discusso con i lavoratori in fabbrica”. I lavoratori sostengono di non sentirsi rappresentati da alcuno ed annunciano la costituzione nei prossimi mesi di “un Comitato di lavoratori in Cigs, resterà completamente fuori da contesti e logiche sindacali, non sarà serbatoio di voti per nessuno e non sarà foraggiato da alcun partito politico”.

“Avremo come vero e unico scopo – si legge nel documento – quello di dare la reale voce dei lavoratori per troppo tempo rimasta inespressa. Una sola ed unica voce senza filtri sindacali alla camomilla. Con questo comunicato intendiamo inoltre informare tutti, dalla classe dirigente a quella sindacale, che da oggi non avrete più a che fare con dei lavoratori sporadici in cigs ma con un gruppo sostanzioso di persone incazzate sul serio che pretendono rispetto e dialogo sulle attuali precarie condizioni in cui stiamo vivendo”.

I lavoratori, pertanto, chiedono che “qualunque idea o mossa che i sindacati intendessero intraprendere per tutelare i nostri interessi venga completamente condivisa preventivamente con noi. La voce dei lavoratori in Cigs (se permettete) la portiamo noi diretti interessati, quindi da oggi ogni azione andrà discussa in dibattiti pubblici riservati ai soli lavoratori, con tutte le sigle sindacali e senza bandiere o stendardi al seguito”.

Secondo il costituendo Comitato “a tutt’oggi le scelte utilizzate per la selezione degli esuberi non sono state chiarite, nonostante le numerose missive fatte pervenire attraverso i legali di alcuni lavoratori. Tutto tace con gentile placet del governo del cambiamento! Ad un governo silente ed una giustizia parziale, fanno eco gli slogan penosi dei sindacati ascoltati nel post accordo: parlavano di zero esuberi, con la promessa di un sicuro riassorbimento degli operai entro il 2024; promesse che ad oggi ci sembrano chimere; cosi come utopie restano le promesse di reimpiego dei lavoratori nelle fantomatiche bonifiche, con annessi corsi di formazione di cui oggi si è persa voce. A distanza di un anno, infatti, lo scenario è completamente opposto a quello preventivato dai sindacati, i famosi zero esuberi sono diventati 1100 auto-licenziamenti. Operai che hanno optato per l’esodo incentivato, con la speranza che 100 mila euro lordi possano aiutarli ad avviare un lavoro in proprio”.

I lavoratori ex Ilva in Cigs non condividono l’iniziativa annunciata nei giorni scorsi dal sen. Mario Turco (M5S) di un emendamento per riconoscere ulteriori incentivi a quanti decidessero di uscire definitivamente dal ciclo produttivo.

Fonte: laringhiera.net  -  Data: 05.09.19

Ultima modifica ilLunedì, 09 Settembre 2019 11:01

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