Dodici in Cile le vittime dei disordini collegati alle proteste contro il carovita: un manifestante di 22 anni è morto ieri sera travolto da un camion militare nel villaggio di Libertad, vicino alla città di Talcahuano, nella regione centro-meridionale del Paese. Le autorità hanno fatto sapere che il militare che guidava il camion è stato arrestato e che è stata aperta un'inchiesta. Le persone rimaste ferite negli scontri degli ultimi giorni tra dimostranti e forze dell'ordine sono oltre 1.500. 

Un portavoce della Marina cilena ha precisato che l'incidente di Talcahuano è avvenuto durante un saccheggio alla compagnia ittica 'Pacific Blu'. All'arrivo dei militari i manifestanti sono fuggiti e, secondo la versione ufficiale, uno di essi è caduto ed è stato travolto da un camion della Fanteria di Marina il cui conducente non è riuscito a frenare in tempo.

 E mentre Santiago ha vissuto la terza notte di coprifuoco, il provvedimento è stato esteso alla regione di Valparaiso, alla provincia di Concepcion nel sud, a Valdivia, Antofagasta, La Serena e Coquimbo, Rancagua e Talca. Il presidente Sebastian Pinera ha detto che il Cile è "in guerra" contro i violenti che stanno radicalizzando la protesta iniziata con l'aumento del costo dei biglietti della metropolitana e ha proclamato lo stato di emergenza in 16 regioni.
Il coprifuoco in Cile non si vedeva dal 1987, durante gli ultimi anni della dittatura di Augusto Pinochet.
 
Fonte: repubblica.it - 2019/10/22